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Yunichi • 18:50 in : sbatte violentemente la porta alle sue spalle. con quella pressione dell'aria che si era generata dall'azione potente, voleva spazzar via anche i pensieri dalla sua testa. quel senso di abbondante inutilità, quella frustrazione, quell'incredibile abbandono che prova.. non riesce ancora ad abituarsi all'idea che è così per tutti, che la vita non è altro che merda, sudore, sangue... tranne che a parole. con il dialogo può invece riempire la testa dell'interlocutore con il fumo della consapevolezza e della coscenza... se solo quel fumo riuscisse ad annebbiare anche lui stesso. Le pareti ondeggiano. Ritmiche, sinuosamente potenti. il rumore dall'esterno ormai è come una naturale ninna nanna a cui si era abituato. in questa cornice riesce già a riprendere contatto con la realtà e con se stesso. si spoglia, gli abiti li getta sulla sedia accanto al letto. le scarpe sono disordinatamente decedute nel mezzo del corridoio, all'ingresso. nudo, si siede sulla poltrona, e di fronte sono lo schermo vuoto del personal computer. ora le pareti sono più calme. danzano al suono della tastiera pigiata con delicatezza e precisione: il suono che ne scaturisce è meglio di una canzone o della televisione. Le mura e le dite ora sono in sicrono: come un metronomo, la casa batte il tempo per una melodia tecnologica. commenti
   Yunichi • 23:02 in : C'era qualcosa di maniacale in come ordinava la stanza, fino nei più piccoli dettagli, pur consapevole che la porta poi sarebbe stata chiusa fino alle prossime pulizie. Tutto quello che avrebbe dovuto essere appeso alle pareti, gioito su quelle piastrelle, il consumarsi dei tessuti e lo sbiadire dei colori sotto il sole d'estate... tutto ciò restava nascosto nelle tasche dei pantaloni, nei buchi delle sacche della borsa che usava per viaggiare, tra la cenere di un fuoco nella stufa a legna, dentro un cassetto. Era maniacale soprattutto perchè la stanza era preparata per accogliere tutto questo, quando già impresso nella volontà c'era la consapevolezza del fallimento dell'intento. Alla fine però, forse un po' il senso di tutte le cose è prepararsi all'inevitabile, ma fare di tutto perchè non accada... commenti
   Yunichi • 18:02 in : sai come vorrei che fossi io, amore mio, a dirti addio mangio merda per cag*re miele che attira solo mosche e api commenti (1)
   Yunichi • 14:26 in : quel giorno, quel giorno... che casino, che meraviglia! camminai ancora in quella nuvola e mi persi... e sono triste, triste, piccolo, solo e spaventato; anelando purezza: una mente fragile in un corpo gentile. quel giorno, che meraviglioso casino... ma è tutto ciò che posso fare e sono stanco di essere me: triste, solo, piccolo.. ma è tutto previsto, è previsto che vada così... commenti
   Yunichi • 16:32 in : Sedevano in terra, gambe incrociate e la familiare sigaretta tra le dita. Il ruvido e nero manto stradale ricalcava la sensazione della notte tutta intorno: era straordinariamente freddo per quella stagione. Un tiro di sigaretta. Bruciava in gola. Non c'era alcuna discussione. Solo tl2f parlava ininterrotamente ormai da parecchi minuti, lo strascico degli ultimi sei mesi di parole, sempre più confuse, e sempre meno significanti. Rumore organizzato in cui era nascosto un vago sentore di saluto. Un addio da troppo tempo rimandato. Dall'altra parte, il silenzio. La testa china però si è voltata lentamente ad un certo punto della fiumara di suoni. Piano piano solo uno sguardo, carico e intenso. Un misto di preoccupazione e rimprovero, squassato solo dal tremolio di tutto il corpo misto a brividi e nervosismo. E la bocca serrata, senza espressione semplicemente sottolineava quegli occhi. Quelle, seppure mai pronunciate, erano le parole più vere che Tl2f avesse mai sentito uscire dalla sua bocca o d'altrui. E in un istante tutte le parole del mondo persero significato. Tl2f si rese conto che le cose più importanti si dicono senza parlare. commenti (2)
   Yunichi • 16:30 in : Ho raccolto un fiore
Ho raccolto un fiore e lo messo in un vaso con tanta acqua e sotto al sole... --- E' sbocciato.... ha rotto il vaso e mi ha ucciso nel sonno... commenti (1)
   Yunichi • 11:18 in : Ho scritto pagine su pagine, ho composto email e stampato volantini, ho indetto comizi, preparato discorsi, inviato messaggi, dipinto murales, scavato incisioni. Ho lanciato segnali di fumo, digitato fiumi su blog e forum, telefonato, parlato da solo al vento, tappato messaggi in bottiglie, reciso spighe nei campi di grano, inciso canzoni, pubblicato poesie. Ho detto tutto quello che potevo dire, e una parola in più. E poi lo anche tradotto in lingue diverse. E in mezzo a tutto questo rumore, la cosa più assordante è il tuo silenzio. Tra tutte queste epifanie, è più presente la tua assenza. L'unica cosa che malamente mi riempie è il tuo vuoto... commenti
   Yunichi • 21:05 in : bevo da solo... ...e me ne vanto... cerco di capire se è reale il fatto che sul fondo della bottiglia c'è scritto qualcosa di vero... ma se così fosse allora è qualcosa che scompare in fretta perchè sembra sia necessario bere velocemente per riuscire a leggere... <...> c'è scritto di dimenticare.... c'è scritto di dimenticare che bevo da solo... commenti
   Yunichi • 08:54 in : kodama commenti (2)
   Yunichi • 09:33 in : La circense è una di quelle persone che appena la conosci capisci che lo odierai con tutto te stesso. arrivi, paghi il bigletto (caro), prendi posto al margine dell'enorme pista tonda contornata da bambini e anziani di varia natura. ti metti a tuo agio. magari prendi pure qualcosa da bere (si, qui è concesso)... aspetti, tanto lo spettacolo deve ancora cominciare. puoi pure fumarti una sigaretta, per ingannare, tanto qui è davvero tutto possibile... arrivano pure gli amici, anche loro seguono lo stesso rito. fortunatamente si siedono vicino a me. lo spettacolo della circense non è sempre piacevole da seguire da soli, e poi che esibizione sarebbe se non fosse possibile commentarla, deriderla, applaudirla, sostenerla pubblicamente. le luci lentamente vanno giù, parte la musica, si apre il tendone che nasconde la diva della serata, il costume non prevede niente di spettacolare. nasconde appena appena il vero talento dell'unica. un passo dopo l'altro, quasi senza applausa ancora, si appropria della scena. un passo dopo l'altro, con un istinto tipico di chi ormai conosce il suo mestiere, si ferma esattamente nel centro della pista. si dice che questo non sia l'unico mestiere della sua vita. si dice abbia anche qualche sorta di carica pubblica, o comunque un lavoro rispettabile e che prevede in un certo qual modo un cambio di divisa. non si sa troppo della famiglia, di relazioni sociali, mamma e papà o figli, si sa solo che quello che fa fuori di qui non deve essere di interferenza con lo spettacolo. in nessun modo deve essere macchiata quella divisa. resta il fatto che nonostante le pailletes e i lustrini anche quella che indossa ora è una divisa. per cominciare è previsto lo spettacolo con i clown. questo per acclimatarsi e guadagnarsi la fiducia del pubblico: salti mortali, giocoleria, mangiafuoco... tutti si divertono, ridono e scherzano, davvero sembra crearsi un legame con gli astanti. il trucco della sigaretta mangiata, vecchio ma ad effetto... il monociclo, le gag comiche con cadute e torte in faccia.. tutto nella norma... segue il numero della contorsionista... sembra quasi una danza, quasi sessuale... il corpo in movimento con suadenze e sensualità sembrano quasi un invito a chi riesce con un po' di malizia a pagare il biglietto di ingresso di un circo, e fidatevi che ce n'è.. di spettacoli così se ne vede anche alla televisione, ma fidatevi, qualcosa in più c'era.., forse il contorno, forse la sua età... il mio occhio critico però non riusciva a farsi sfuggire una sorta di stanca quotidianità nelle sue movenze... per finire, il trapezio. è sempre rischioso, non si sa come va a finire. soprattutto se l'esecuzione è fatta completamente al buio.bendata. non tutti riescono a capire che lo spettacolo è studiato per fare in modo che il salto mortale dovesse fallire, non si riuscirebbe a biasimarla.. prima ci ha fatto ridere e sorprendere, poi ci ha sedotto. se va male non importa. è quasi un'amica e questo utlimo numero sembra quasi un'extra. sopratutto per lei che sembra farlo come per dimostrare a se stessa che è ancora capace. ma non è sempre capace.. non sempre riesce. e se non riesce basta dire di aver osato un po' troppo, o che quella sera comunque non ne aveva voglia.. la conosco da poco ma fin troppo bene per fermarmi ad osservare la sua celebrazione.. già o provato a smascherarla. o cercato di fare vedere a tutti il cerone e l'abbaglio dei lustrini. ma non mi hanno ascoltato. sono stato giustamente accusato di ipocrisia a pagare ancora per lo spettacolo se non mi interessa, ma questa è un'altra storia. non mi hanno ascoltato e non lo faranno finchè lei non trasporterà il circo nelle loro vite come ha fatto con me... non è tutto oro ciò che luccica.... commenti (1)
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